Io sono pronta, e voi?

Gli inizi sono importanti.

Ho aspettato per scrivere il primo vero post del blog, mi sono concessa un po’ di tempo, perché è stato uno dei periodi più brutti della mia vita e vi ho promesso di scrivere qui solo la verità, ma non voglio che questo spazio diventi un diario deprimente che raccoglie solo storie tristi. Ho lasciato passare qualche settimana, perché oltre ai momenti di rabbia folle, oltre alla classica domanda “perché a me?” e ai pianti di delusione e nervosismo, ci sono stati momenti meravigliosi. Sono questi che voglio raccontarvi.

Lunedì pomeriggio, 4 Gennaio, gocce di pioggia che battono sui vetri, alla mia destra ci sono ancora le lucine dell’albero di Natale accese che, se fosse per me, rimarrebbero lì almeno fino a Pasqua. Proprio il momento ideale per invitarvi ad entrare, sento già l’ascensore che sale. Vengo ad aprirvi e vi offro una cioccolata calda con qualche biscotto di pastafrolla al limone appena sfornato.

Mi chiedete qual è stato il giorno più bello delle vacanze, ora sorrido io.

La domenica in costiera, sarà stato il 27 o giù di lì, che durante le vacanze non ho mai saputo che giorno fosse. E’ stato tutto facile: Giò alle undici si è presentato sotto casa e mi ha chiesto di scendere, volevamo pranzare a Salerno ma, una volta lì, ci siamo chiesti perché non continuare per la costiera e semplicemente l’abbiamo fatto. Volevamo provare una pizzeria a Vietri di cui ora non ricordo il nome, ma ci siamo persi, il navigatore la localizzava in un punto sperso in mezzo agli alberi. Abbiamo riso, tanto, e abbiamo cambiato meta: la villa comunale di Vietri, un posto da favola con scalinate che scendono verso il mare, ceramiche colorate ovunque, panchine blu immerse nel verde con una vista strepitosa, un piccolo anfiteatro colorato all’aperto. Lì, abbracciati al sole, con gli occhi socchiusi ed una leggera brezza, sono stata veramente felice, come non lo ero da un po’.

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Siamo entrati in una pizzeria a caso lì di fronte, “Da Gigino”, che il nome non ispira chissà cosa, ma la pizza è veramente buona. Ci siamo dedicati ore meravigliose, siamo andati verso la fine del lungomare a guardare dagli scogli il sole che tramonta sul mare e il cielo che sfuma dal lilla, al celeste, per poi tuffarsi nell’arancione. E ho provato quella felicità che si prova solo quando si capisce che quello è il proprio posto nel mondo, che neanche una proposta di matrimonio da parte di Chris Hemsworth, o quasi.

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Ci ho messo così tanto a pubblicare anche perché mi preoccupavo del fatto che ciò che scrivo potesse non interessare nessuno, ma anche se fosse? Qui vengo per fare due chiacchiere, quindi vi racconto un altro paio di cose belle prima di chiudere.

Per prima cosa, la mamma di Giò mi ha regalato una waffle maker per Natale – che è stato il regalo più bello – e quindi la mia casa diventerà una pasticceria sforna waffle (per la gioia di mia madre), siete tutti invitati!

E in secondo luogo voglio raccontarvi di un Capodanno che si prospettava come il peggiore della mia vita per i problemi di cui sopra, ma che invece è stato una piacevole sorpresa. Il 31 mattina è stata presa la decisione: Capodanno a Roma, sempre per il fatto che le mie organizzazioni falliscono e le cose mi riescono solo se le pianifico un secondo prima di farle. Io, Giò, mia sorella e il suo ragazzo alle cinque siamo al Giardino degli Aranci: ghiaia a terra, un viale alberato che termina in una terrazza con vista mozzafiato sulla città eterna, un posto che vi consiglio assolutamente di visitare, il mio primo pensiero – malsano – è stato “se vivessi a Roma, mi farei portare qui a tutti i primi appuntamenti, che se uno non si fidanza qua, allora dove?”.

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Alle otto, con un’ora di ritardo, ci sediamo al Cardinal Hotel St. Peter per il cenone che, essendo a buffet, finisce alle nove e mezza (primo fail della serata, per noi abituate ai cenoni di Capodanno in famiglia che finisco alle 23:58). Alle undici siamo al Circo Massimo e tra una canzone di Bennato, le orecchie di Minnie fucsia luminose e qualche bicchiere di birra, arriva il countdown, il concerto dei Negramaro, un’ora di discoteca improvvisata e il panino con la porchetta delle 4:30 a Trastevere.

Vi lascio con la foto più bella del mio Capodanno: mia sorella e il ragazzo che ballano alle tre di notte, sul finire della serata, a Circo Massimo.

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Sono questi i momenti che voglio conservare. Ora si guarda in avanti.

Gli inizi sono importanti, io sono pronta. Buon 2016.

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5 pensieri su “Io sono pronta, e voi?

  1. Manu ha detto:

    Bellissimo tesoro! Sia il capodanno organizzato all’ultimo sia la giornata in costiera. Anche se tutti noi abbiamo i nostri periodi no, sono contenta di leggere ciò che ti rende felice ❤ ti abbraccio

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  2. mademoiselleida ha detto:

    Belle parole, perché sei bella tu! Ti seguo su Ig da tanto, e qui hai confermato ciò che penso di te: dolce,genuina,sognatrice…Mi sento simile a te, ma più introversa, chiusa.
    Scrivo tanto, sulle piccole cose di ogni giorno,che poi sono quelle che rendono le giornate speciali e chissà se come te troverò il coraggio di avere uno spazio tutto mio dove aprire me stessa.
    Ti auguro tante cose belle per il 2016…tanti sorrisi,pizze,waffles e pancakes(adoro i pancakes!) baci!

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  3. Sei bella Marti perché sei vera! Spero che questo nuovo anno ti porti la serenità che cerchi! È bellissimo leggerti,non smettere mai di scrivere e di guardarti dentro! Ti abbraccio forte forte e mi piacerebbe tanto mangiare insieme una delle tue ,sicuramente squisite, waffle!!!

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