Articolo altamente ironico sulla MilanoFashionWeek e annesse fashion blogger

In questi giorni se non parli della Milano Fashion Week non sei nessuno: sui social è l’argomento principale e tu, povera sfigata sotto esame reclusa in casa da un mese, non hai alcuna possibilità di ignorare gente improbabile che non fa niente nella vita ma che non manca occasione per farti vedere quanto si sta divertendo alla #mfw.

Quindi, per non essere considerata fuori dal mondo, ho dovuto necessariamente dar vita al seguente post. Ma partiamo dall’inizio: cos’è la #mfw? Teoricamente è la settimana della moda di Milano, occasione d’oro per lanciare nuove tendenze nel campo del fashion (quest’articolo sarà costellato qua e là da parole inglesi tipo “fashion” “cool” per enfatizzare l’idea del disagio che mi accompagna in questa scrittura). Ma, in realtà, le cose vanno diversamente: si riuniscono in questi giorni a Milano centinaia di ragazze – parlo al femminile, ma purtroppo mi ritrovo sempre più spesso davanti agli occhi foto di ragazzi vestiti in modo che io veramente boh, non ho parole – che possono essere divise in due categorie: le super fashion blogger e le presunte fashion blogger.

Le prime sono piene di soldi, principalmente straniere, magre che se ti avvicini e fai uno starnuto loro se ne volano, impeccabili perchè otto parruchieri, due makeupartist e quattro schiavette adoranti le hanno infilate nei vestiti e sistemate come bambole, vengono pagate oro da stilisti famosi per vestirsi cool, cioè una chiavica – ma proprio che se io esco vestita così la gente mi ride dietro da oggi fino a quando non muoio, per questo vengono idolatrate da cinquanta fotografi che le seguono ovunque, tu ti chiedi a questo punto se hai mai capito il senso della vita e inizi a pensare di lasciare giurisprudenza, perdere 170 chili e fidanzarti col figlio di Briatore e sticazzi se ha sei anni! [in foto Chiara Ferragni, superfashionblogger]

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Le presunte fashion blogger, invece, sono le mie preferite: ragazze che vengono dalla provincia spersa di Napoli e Palermo, dal paesino sul cucuzzolo della montagna in Piemonte o in Valle d’Aosta che – non si sa bene come – hanno racimolato 15.000 followers su Instagram e in capo a loro sono diventate vip! Loro salgono nella meravigliosa Milano, vestite alla bell’e meglio con qualche capo H&M che sembra un pò meno pezzotto, portandosi dietro il cugino Giggino – che qualcuno che le fotografi ci deve pur stare! – e iniziano a vagare per le vie del centro, sparandosi qualche posa al Duomo e provando ad elemosinare qualche invito per le sfilate, ma si trovano in mano solo un volantino per la nuova apertura di “Scarpe Mondo Convenienza, tutto a 5€”. Tranquilli, tanto non riuscirete mai a buttarle giù, loro sono convintissime di essere la nuova Ferragni e allora via da Mondo Convenienza a scattare qualche foto, geolocalizzandosi alla sfilata di Moschino.

I soggetti li abbiamo analizzati, capiamo ora cosa si fa realmente alla Milano Fashion Week: ci si veste in modo tale che più freddo hai e meglio è, il capo tipico è il minidress estivo – naturalmente senza calze: sia mai qualcuno vede una calza color carne si dà inizio ai rituali intorno al fuoco “Exorcizamus te, omnis immundus spiritus” – con il quale avrebbe freddo anche una brasiliana caliente durante il carnevale di Rio; si fanno foto alle sfilate, principalmente per sbattersela perchè “io posso e tu no”; ci si geolocalizza su Instagram, si condividono pensieri inutili e banali su Twitter, ci si tagga a vicenda in mille foto uguali su Facebook e si pubblicano video su Snapchat, più parli e ti muovi come una fashiongirl meglio è, se poi parli anche un inglese maccheronico buttando qualche “hey giiiirls” è top.

Ma c’è una cosa che veramente non mi diverte neanche un pò e mi fa solo innervosire: quei meravigliosi aperitivi organizzati dai brand alle presentazioni di nuove collezioni e showrooms, quei tavoli pieni di cibi invitanti che mi chiamano, che sono lì a raffreddarsi e vengono calcolati solo per qualche foto di sfuggita, che nessuno mangerà mai perchè, figurarsi, le fashionblogger mica mangiano [e vabbè, effettivamente la scena “tizia vestita con un abito Fendi da millemila euro con le dita oleose e inzivate mentre addenta un panzerotto” non è proprio chic!]. Allora facciamo così: io non invidio i vostri inviti alle sfilate, non invidio le vostre foto su VogueBrazil, ma vi prego, invitatemi agli aperitivi e fatemi salvare i panzerotti!

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9 pensieri su “Articolo altamente ironico sulla MilanoFashionWeek e annesse fashion blogger

  1. Mi hai fatto scompisciare Marti 😂😂😂 Sante parole!!! Poi mi sono sempre chiesta se vestirsi ammmmerda sia una prerogativa a questi eventi! Dei look della Ferragni non se ne salva uno 😥

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  2. Leonor ha detto:

    Io AMO il tuo articolo! Si parla tanto della FW ma nessuno di buon cuore che spende due paroline per i poveri panzarotti abbandonati! Martina, se non ci fossi, bisognerebbe inventarti! Non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo articolo!

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  3. Vanessa Anne ha detto:

    Mi hai fatto morire, ti giuro!! 😂😂😂 vengo anche io ai, visto che siamo in tema, brunch, aperitivi e cene. Anche alla merenda se necessario per salvare quei poveri biscottini vestiti bene per l’occasione ma che vengono solo fotografati e mai assaggiati 😞

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