Un brindisi all’anno peggiore e migliore della mia vita

Credo che solo il primo post che ho scritto sul blog mi abbia creato più ansia di questo: come raccontare di tutte le cose che mi sono successe quest’anno facendovi capire quanto ho sofferto e quanto ho gioito, scegliendo le parole adatte per non sminuire nessun attimo di questo anno folle, raccontandomi senza scoprirmi troppo – perché, per quanto trasparente io voglia essere con voi, ci sono delle cose che devono rimanere private – ma facendovi arrivare tutto?

Lo so cosa pensate di me: che viaggio tantissimo, che ho una vita fantastica, che sono fortunata.
In parte è così, ma non è tutto oro quel che luccica.

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Vieste, Agosto 2017

Ho vissuto i mesi peggiori della mia vita, costellati dalle esperienze migliori di sempre, in un contrasto che mi ha fatto perdere l’equilibrio, creando vortici di emozioni nuove, difficili da comprendere.

Una cosa è certa, ed è da qui che voglio partire: questo è stato senza dubbio l’anno dei cambiamenti.
C’è solo un problema: sono la persona meno propensa al cambiamento dell’intero universo probabilmente. Tutti i miei amici hanno percepito da sempre il bisogno di cambiare città dopo il liceo, allontanarsi, scoprire, cambiare, io no. A me piace casa, l’idea di poter passeggiare ad occhi chiusi perché conosco benissimo le strade, i volti familiari che mi trasmettono sicurezza, la serenità della routine, sapere che dopo i corsi torno a pranzo da mamma e papà, sapere che ogni sera riceverò il bacio della buonanotte dalla persona che amo.

Ecco, tutta questa serenità è stata spazzata via prima dai miei genitori che hanno deciso di non stare più insieme e poi da Giò che a Gennaio ha deciso di lasciarmi.
Tutti punti di riferimento crollati nel giro di pochissimo. Crisi. Chi sono io senza di loro?

Mi sono sempre reputata una ragazza abbastanza sicura di sé, convinta delle sue idee, ma con un bisogno spropositato di ricevere affetto, che trova conforto nel rapporto con gli altri, che mette le relazioni molto al di sopra della realizzazione personale.

Quest’anno ho trovato in me una forza che non credevo di avere.
Quando tutto crolla, non hai che te.
Ed è da lì che devi ripartire.

Sono cambiata tantissimo, sono molto fiera di quello che sono diventata.
La rottura di una relazione che durava da sei anni mi ha completamente scombussolata: ho iniziato a viaggiare moltissimo per non fermarmi a pensare e questo bisogno mi ha fatto accettare delle proposte che probabilmente prima avrei rifiutato. Mi sono buttata a tremila nella vita, nelle amicizie, in tutto quello che mi poteva distrarre, come una trottola impazzita e questo ha fatto sì che il 2017 fosse “l’anno delle prime volte”.
Alla fine della settimana peggiore della mia vita ho deciso di dare comunque il winter wonderland party per l’onomastico, per circondarmi di amici, per dedicarmi a quello che mi piace, per cercare di stare un po’ meglio.
Già a Febbraio ho accettato la proposta di tour di InLombardia, ho scoperto la Valtellina, mi sono immersa nelle acque bollenti delle terme a cielo aperto di Bormio circondata dalla neve, ho fatto il mio primo giro in motoslitta e l’ho anche guidata!
Sono stata a Parigi con amiche fashionblogger che ho conosciuto tramite Instagram, in un appartamento mozzafiato con vista sulla torre Eiffel e abbiamo visitato la città in tacchi a spillo (mannaggia tutto è stato bellissimo ma non lo farò mai più).
Ho imparato a guidare dopo anni di patente inutilizzata e ho girato tantissimo in Campania, tra Capri, la Costiera Amalfitana, Napoli e i paesi di mare qui intorno.
Sono stata invitata in Sicilia, a Taormina, come Instagramers per raccontare di una manifestazione nazionale di chef stellati e ho assaggiato per la prima volta delizie di alta cucina.
Ho fatto su e giù tra casa, Roma, Milano per qualsiasi evento, come una pallina da ping pong.
Poi l’estate: tra Ascea, che è l’unico posto al mondo in cui io riesco a non essere mai triste, il compleanno a Capri in barca a vela, il concerto dei Coldplay a Milano, una splendida vacanza in Puglia fatta di albe spettacolari e brindisi al tramonto, la scoperta di Lisbona con il mio primo bagno nell’Oceano e l’aver visitato il punto più occidentale del continente europeo, con il faro rosso e bianco che troneggia su altissime pareti di roccia a strapiombo tra le onde dell’Oceano.
Quando pensavo che l’estate fosse finità, a metà Settembre, mi arriva una proposta di tour in Calabria, seguita da una a Varese, e poi ancora Venezia, Milano, Roma.

 

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Esperienze indimenticabili per cui sono più grata di quanto possiate immaginare, ma quando tornavo dai miei viaggi e mi ritrovavo in camera da sola, con le polaroid piene di ricordi che non riuscivo a staccare dal muro, non riesco neanche spiegarvi della stretta allo stomaco e l’ansia e i pianti e la vita che non va come vorresti.

In tutto questo calderone di emozioni aggiungo ancora che nei primi mesi dell’anno non sono riuscita a studiare, aprivo i libri ma niente, ho saltato esami, sessioni e mi sono buttata a capofitto nella palestra, ho perso 15 chili senza fare alcuno sforzo, semplicemente perché non mangiavo più tanto e passavo le ore tra gli attrezzi che addirittura erano diventati un sollievo per me. Questo per dirvi, ancora una volta, che le cose belle possono nascondere tristezze e che quando in direct mi scrivevate “come ti invidio, stai dimagrendo tantissimo, vorrei essere te” io in realtà invidiavo voi che, dimagrendo o no, magari stavate vivendo un periodo migliore.

“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre”

Le cose ogni tanto si aggiustano, ogni tanto no, ora sembra che si stiano aggiustando, c’è stato qualche ritorno di fiamma (ormai la frase degli amori che fanno i giri immensi e poi ritornano la sapete a memoria, no?) ma non voglio tirarmela che inizio a pensare che il karma ha letto le mie didascalie Instagram di quando ero super felice super innamorata super tutto.

Quindi, se state leggendo questo post per capire come si supera una rottura, come si fa a star meglio dopo qualche mese, io sinceramente non ve lo so dire. So che il tempo sistema tutto, in un senso o in un altro. So che alcune cose avvengono perché si possa crescere, imparare, migliorare.

Ora so che posso farcela anche da sola e questa consapevolezza è la più grande conquista di quest’anno.
Per me l’amore continua ad essere fondamentale, ma adesso al primo posto ci sono io.

Ogni 31 Dicembre a mezzanotte, chiudendo gli occhi, con le urla dei parenti per il conto alla rovescia e i calici pronti per il brindisi, ho sempre espresso il desiderio di essere felice.
Quest’anno desidererò una borsa, và.

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Buon anno a tutti ♥️

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12 pensieri su “Un brindisi all’anno peggiore e migliore della mia vita

  1. Federica ha detto:

    Sei magnifica, continua per la tua strada senza cambiare mai, la vita è così, imprevedibile, ed ogni attimo va vissuto a pieno, e tu mi stai insegnando proprio questo! Buon anno Marti, che il 2018 sia pieno di scoperte come questo!

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  2. Una lacrima è sfuggita dopo le tue parole, ti ammiriamo perché sei vera, sei onesta, meriti il meglio. Vorrei farti un commento bellissimo per questo post che è come un diario, così onesto e ben scritto, hai imparato molte cose quest’anno, sii sempre fiera di te. (So che anche quest’anno esprimerai lo stesso desiderio tesoro ❤️)

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  3. Non c’è nient’altro da aggiungere a quest’articolo. Io ormai ti seguo da più di un anno e sebbene certe cose tu non le abbia mai raccontate esplicitamente, riuscivano comunque ad emergere dalle tue foto e dalle tue stories. Sei una delle poche persone su Instagram che è in grado di trasmettere tanto tramite la quotidianità.
    Sai essere genuina, autoironica e soprattutto umile.
    Molte sanno scrivere in maniera poetica ma se le osservi meglio ti accorgi che son tutte parole “messe in bocca” e solo perché hanno molti K di followers (magari pure comprati!) pensano di essere delle divinità.
    L’augurio che ti faccio è quello di restare sempre così perché ai followers ed ai tuoi affetti più cari piaci proprio le caratteristiche precedentemente citate e non ti omologare mai a nessuno.
    E come dici tu, #goodvibesonly: colazioni ciccione (che siano al bar o servite da Tommy), pranzi iper mega galattici, cene no limits, mazzi di rose a volontà, tanti “ma tu fossi scem?”, ma MAI più orecchini in fimo a forma di cookies.

    @linda_wlust92

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    • AHAHAHAHAHAHAH rido fino a domani. Cosa mi hai ricordato! 😂 ora smetto di ridere e torno seria: sono felicissima di riuscire a trasmettere tutto questo amore per la vita che mi ritorna sotto forma di affetto come un meraviglioso effetto boomerang. Grazie per i complimenti che mi hai fatto, grazie per quello che pensi di me, spero di non deluderti mai. ♥️

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  4. Rina Cerchione ha detto:

    Sei una ragazza come poche. Hai avuto la forza e il coraggio di rialzarti dai momenti no, hai costruito e ricostruito a piccoli passi la tua vita che aveva perso quelle che erano certezze e porti sicuri . Sii fiera di te, continua sulla tua strada e che questo 2018 ti porti serenità e salute ✨

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  5. Ciao Marti, è davvero bello questo tuo post. Alcuni ostacoli li capisco benissimo, come mamma e papà che non vogliono più stare insieme (mi è successo ormai da 4 anni ma continua a sembrarmi ieri), altri invece li capisco meno o per niente. Da quello che ho potuto vedere in Valtellina sei una ragazza in gamba e piena di risorse, e l’hai detto tu stessa che a volte le cose “brutte” portano ad altre più belle. Il cambiamento fa sempre paura, altrimenti non sarebbe cambiamento. Per studiare c’è tutta la vita, per essere giovani no. Continua così 🙂

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    • Sul blog arrivo sempre in ritardo, ma arrivo! Mi dispiace che hai dovuto attraversare anche tu questi momenti tristi, so che puoi capirmi. Grazie per le cose belle che pensi di me, ti stimo molto, lo sai. Mando un abbraccio fortissimo a te e Chiara, continuate così ♥️

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  6. Miriam ha detto:

    Ciao Martina, ti vedo su Ig quasi tutti i giorni come una serie, un cartone animato un piacevolissimo momento di relax! Hai la rarissima capacità di trasmettere simpatia, sei bella davvero bella! A me la vita ha regalato tanto ma mi sono dovuta impegnare tantissimo. Ho avuto una bimba ( ormai quasi quattordicenne) quando stavo per finire l’università, lei mi ha insegnato ad essere mamma a 23 anni. Ho dovuto rivedere le mie priorità, ho lottato con le unghie e con i denti per avere tutto quello che ho ora. Ho perso un po’ di spensieratezza ma ho tenuto e rafforzato la mia libertà, valore in cui credo fermamente. Oggi la mia bimba è una ragazza che fa i primi passi verso il suo futuro, ebbene mi trovo qui a sperare che in qualche modo possa somigliarti per coraggio, autoironia, e luce … si luce, quella che riesci ad emanare sempre anche quando ti senti triste. Ti auguro ogni bene … grazie per la vita che condividi con noi!
    @miriam.e.e

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    • Ciao Miriam, leggo solo ora le tue parole, che bella la tua storia e che emozione! Sperare che tua figlia diventi un pò come me è una delle frasi più belle che mi siano state dette ♥️ grazie per questa ondata di stima e affetto, abbraccio te e la tua “bimba” ormai già grande ♥️

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